8/15/2016

Il Blog va in "vacanza"

Brevissimo post per aggiornarvi su un paio di cosette. Quando qualche post fa mi sono rallegrata della fine della sessione estiva, non mi ero resa conto di quanto settembre (e cinque esami in 25 giorni) fosse vicino e spaventoso. 

Non ho moltissimo tempo e non ne avrò tanto nemmeno in settembre, per ovvi motivi, quindi ho pensato di cambiare un attimo i miei piani: invece di scrivere pochi post a caso per tenere il blog aperto, vi lascio l'avviso che non ci saranno grandi post ma mi impegnerò in questi giorni a lavorare e programmare post per settembre e quando sarò più impegnata. 

Incrociamo tutte le dita e vediamo cosa ne esce, che dite?

Un bacione grande,
Chiara

Recensione - What happened to goodbye, di Sarah Dessen

Romanzi perfetti per l'estate!
[Inedito in Italia]
Titolo: What Happened To Goodbye
Autore: Sarah Dessen
Pagine: 432
Prezzo: 9,99$
Casa Editrice: Speak

Trama: [Tradotta da me]
Dopo che uno scandalo in cui erano coinvolti sua madre e un famoso coach di basket del college ha scosso la sua famiglia e la sua città natale, McLean ha deciso di vivere con il padre. Il suo lavoro come consulente per ristoranti lo obbliga a trasferirsi spesso, e in ogni nuova località lei sceglie accuratamente chi sarà - Eliza, Beth, o qualcun altro con un nuovo nome e diversi interessi. Ma alla loro ultima tappa, McLean fa qualcosa che non faceva da molto tempo - rivelare il suo vero nome. Ma chi è questa McLean? E' pronta a perdonare la madre, ad innamorarsi del ragazzo della porta accanto, e fermarsi in un posto?
Voto: 3.5/5
Voi sapete quanto io ami Sarah Dessen, no? Pensate che se mi accorgo che non ho suoi libri ancora da leggere in libreria vado in panico e ne ordino uno, da tenere come un tesoro finché non arriva il momento in cui Sarah Dessen è l'unica che può aiutarmi.

Il motivo per cui io amo le sue storie è che sì, sono dei contemporary, sì c'è la storia d'amore, ma c'è tanto di più. C'è sempre un motivo portante di fondo, dai problemi in famiglia agli incidenti, e questo fa si che la storia non si riduca ad un niente contornato da sguardi languidi. Anzi, ogni tanto c'è fin poca storia d'amore!

E poi i personaggi! Riesce sempre a creare qualcuno di nuovo, di speciale, non una fotocopia di mille altri personaggi visti ovunque. Che sia il/la protagonista oppure un personaggio secondario, qualcuno di davvero unico c'è sempre.

In questo caso parliamo di McLean, che dal momento del divorzio dei genitori non è più stata se stessa. E' stata Liz, Eliza, Beth e tante altre ma mai McLean. Perché se avesse detto il suo vero nome probabilmente tutti si sarebbero ricordati della donna che aveva tradito il marito con l'allenatore della famosa squadra di basket, che ora era sempre sui giornali, e questo tipo di attenzioni non sono esattamente quello che cerca. In più, io credo che non trovasse se stessa una volta che tutte le certezze date dal matrimonio dei suoi si erano rotte e quindi diventare qualcun altra era più facile che dire la verità.
Ma quando arriva nella nuova cittadina, trova Dave come vicino di casa. E con Dave ci sono tutti i suoi amici, amici che McLean non aveva da parecchio tempo. E poi c'è il lavoro di suo padre, il famoso lavoro che lo porta a muoversi tanto, che le darà modo di conoscere altra gente e di sentirsi parte di qualcosa.

What happened to goodbye purtroppo non è stato tradotto in Italia, ma speriamo per il futuro perché l'ho divorato. Ci sono quei momenti in cui una storia del genere è proprio quello che ti ci vuole e accogli la storia come un bicchiere d'acqua fresca in un giorno d'estate. Forse gli esami che si avvicinavano mi avevano fatto quell'effetto, che dite?

Se avete la possibilità di leggere in inglese ve lo consiglio, altrimenti ci sono alcuni romanzi della stessa autrice che erano già stata tradotti per Mondadori e Newton (Ti giro in torno, Ascolta in tuo cuore...) che dovrebbero essere facilmente reperibili. Se è quello che state cercando Sarah Dessen fa per voi.

Il tuo passato sarà sempre il tuo passato. Anche se lo dimentichi, lui si ricorda di te.

8/08/2016

In my mail box #15 - 2016

[La rubrica appartiene a Kristi del blog The Story Siren]
Questi sono gli ultimi arrivi dalle Case Editrici, e non vedo l'ora di parlarvene: Emancipated, di M. G. Reyes; Non mentire al mio cuore, di Lysa Rayven; Sogni di mostri e divinità, di Laini Taylor; Le Sfide di Apollo - L'oracolo nascosto, di Rick Riordan.

8/01/2016

Recensione - Sei il mio sole anche di notte, di Amy Harmon

Grazie Giovanna <3 non l'avrei mai letto altrimenti!
Titolo: Sei il mio sole anche di notte
Autore: Amy Harmon
Pagine: 351
Prezzo: 9,90€
Casa Editrice: Newton Compton

Trama:
Ambrose Young è bellissimo, alto, muscoloso, con lunghi capelli che gli arrivano alle spalle e uno sguardo che brucia di desiderio. Ma è davvero troppo per una come Fern Taylor. Lui è perfetto, il classico protagonista di quei romanzi d'amore che Fern ha sempre adorato leggere. E lei sa bene di non poter essere all'altezza di un ragazzo del genere... Ma la vita a volte prende pieghe inattese. Partito per la guerra dalla piccola cittadina di provincia in cui i due giovani sono cresciuti, Ambrose tornerà trasformato dalla sua esperienza in prima linea: è sfigurato nei lineamenti e profondamente ferito nell'anima. Fern riuscirà ad amarlo anche se non è più bello come prima? Sarà in grado di conquistarlo? Saprà curarlo e ridargli la fiducia in sé?

Voto: 3.5/5

Sarò sincera, l'ho iniziato senza aver letto neanche minimamente la trama. Pensavo che sarebbe stata una lettura leggere e perfetta per il periodo di stress da esami, ma in realtà mi sono decisamente sbagliata.
Making Faces - titolo originale - affronta molti più problemi e difficoltà di quelle che credevo, e lo fa in modo giusto, senza tutte quelle cavolate che di solito vengono infilate nei romanzi. Non mi sono ritrovata e pensare "però poteva metterci meno roba", come spesso mi succede, anche se in effetti ci sono moltissime cose in ballo.

Fern non è esattamente la ragazza più popolare della scuola, anzi, mentre Ambrose Young è tutto ciò che le ragazze del liceo sognano. Tutto però cambia quando, improvvisamente, lui e i suoi amici decidono di arruolarsi e lui è l'unico a tornare a casa, sebbene completamente diverso: la bomba che ha ucciso i suoi amici lo ha sfigurato permanentemente.

Non solo, abbiamo anche il personaggio di Bailey, il cugino di Fern che ha una malattia incurabile e vive da anni in sedia a rotelle. E nonostante tutto, è il personaggio più brillante, fedele a se stesso e con una visione chiara di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Coraggioso, divertente e diverso, un personaggio adorabile.

E si affronta anche il tema della violenza domestica. Capite quando dice che poteva essere un po' troppo? Però a me è sembrato che tutto si incastrasse alla perfezione, senza sembrare troppo forzato.

Ovviamente, non mancano i momenti tristi in questo romanzo: se siete particolarmente sensibili, una scatola di kleenex a fianco è decisamente consigliata.

In genere on mi fido mai troppo, con alcune case editrici, perché trovo che le copertine tutte simili e che il 99% delle volte non hanno niente a che fare con la trama siano estremamente fuorvianti. Di solito evito tutti questi volumi, a meno che non ne abbia già sentito parlare da qualcuno che conosco e di cui mi fido. Quindi grazie Giovanna per avermi regalato e consigliato questo libro, altrimenti non mi ci sarei mai avvicinata!

Preferisci le ruote panoramiche alle montagne russe perché la vita non deve essere vissuta a tutta velocità, ma dandosi il tempo di attendere e apprezzare.

7/30/2016

In my mail box #14 - 2016

[La rubrica appartiene a Kristi del blog The Story Siren]
Allora, vi devo un po' aggiornare sulle novità entrare al Castello. Settimana scorsa vi ho mostrato i regali di compleanno, mentre questi tre bambini sono frutto delle mie spese (ma sono momentaneamente in Inghilterra quindi chissà che danni potrei ancora fare!)
La prima cosa della, di Bianca Marconero è un libro che assolutamente non potevo lasciarmi scappare. Io adoro Bianca e tutto ciò che scrive, quindi appena è arrivato il cartaceo mi sono fiondata a comprarlo. Poi, a Roma, sono incappata incidentalmente (come no, avevo chiesto una mano a Virginia de Winter per trovare una libreria!) e il giorno del mio compleanno mi sono regalata Belgravia, di Julian Fellowes che io adoro perché ha creato Downton Abbey. Ultimo, ma non per importanza, Nord e Sud di Elizabeth Gaskell recuperato al Libraccio con la BibliophileSquad.

E voi? Avete novità? :D

7/28/2016

Recensioni - Notte di Marionette e Torte, di Laini Taylor

Più dolce non si può!

Titolo: Notte di Marionette e Torte
Autore: Laini Taylor
Pagine: 98
Prezzo: 0.99€
Casa Editrice: Fazi 

Trama:
In questa novella autoconclusiva di Laini Taylor, autrice della trilogia bestseller «La chimera di Praga», prende vita la storia di un divertente e fantasioso primo appuntamento. «Notte di marionette e torte» racconta di una notte solo accennata nella trilogia: il magico primo appuntamento tra Zuzana e Mik, due personaggi amatissimi dai fan. Narrata da prospettive alternate, è la storia d’amore perfetta per i fan della serie ma anche per chi non ha ancora letto la trilogia. 

Per quanto piccola, Zuzana è tutt’altro che timida. La sua migliore amica, Karou, la chiama “fata rabbiosa”, si dice che i suoi “occhi vodoo” gelino il sangue e persino il fratello maggiore teme la sua ira. Ma quando si tratta di parlare con Mik, o “il ragazzo violinista”, il coraggio l’abbandona. Ma ora basta, quando è troppo è troppo. Zuzana è determinata a incontrarlo, accompagnata dalla sua magia e da un ingegnoso piano. È una caccia al tesoro meravigliosamente elaborata che porterà Mik in giro per tutta Praga in una fredda notte d’inverno prima di arrivare al tesoro: Zuzana!


Voto:
[NB: le citazioni potrebbero essere leggermente diverse da quelle che trovate nell'edizione italiana perché io avevo acquistato quella originale e le ho tradotte :)]

Ma esiste novella più dolce di questa? Nah, non credo. C'è pure la parola "torta" nel titolo, e vi assicuro che era la Sacher più buona del mondo.

Night of cake and puppets, sfortunatamente non ancora tradotta in italiano, ci parla del primo vero incontro di Zuzana e Mik. Insomma, un incontro in cui effettivamente si scambiano anche due parole. Ovviamente tutti ricordate Zuzana, la migliore amica di Karou e la sua cotta, Mik, poi diventato fidanzato, di cui Laini Taylor ci parla spesso nel primo e nel secondo volume. 
Io li adoro per svariati motivi, ma soprattutto perché sono due sidekick perfetti, e spero di ritrovarli anche in Sogni di mostri e divinità, terzo e ultimo volume della trilogia.

Nessun gatto ha mai detto "Farò quel che vuoi".

Nel primo libro, La chimera di Praga, viene accennato al bizzarro piano di Zuzana per entrare finalmente in contatto con Mik, con cui lavora e che attira spesso i suoi sguardi ma con cui non è mai riuscita a scambiare una parola. Tra l'aiuto di qualche piccolo desiderio e una mappa del tesoro si snoda la storia di quel primo "appuntamento", narrato a punti di vista alternati.

Adoro stare nella mente di quei due. Zuzana è strana, lancia sguardi raggelanti a chiunque non le vada a genio ma è anche incredibilmente divertente e dolce, soprattutto mentre sta pensando a Mik.

Qual è il mio problema? Ne ho così tanti! Ma tendenze violente e una probabile origine demoniaca sono quelle che ti dovrebbero preoccupare.

Mik, dal canto suo, è il tipico ragazzo dolce, che suona il violino e cita poesie che gli sono rimaste impresse come se ogni ragazzo di vent'anni facesse così (e quindi a me vengono gli occhi a cuoricino). 

Alla gente dico che il diavolo mi ha dato il mio primo violino. Non è neanche una bugia.

In sostanza, Zuzana e Mik sono la coppia perfetta e sono sicuramente i miei due personaggi preferiti dopo Ziri il Fortunato. Niente da togliere ad Akiva, ma io continuo a trovarlo leggermente piatto come protagonista, mi trasmette poco (non vi preoccupate, però, perché la Ship KarouxAkiva la condivido con voi).

Lo stile di Laini Taylor è ottimo come al solito, ti prende e ti fa entrare nella storia in un nano secondo e la voce di questi due personaggi è davvero adorabile, vorrei sentirne ancora di più. 

Se qualcuno di voi ha la possibilità di leggere in inglese questa novella è sicuramente quel qualcosa in più da aggiungere alla storia, un retroscena non necessario che però fa piacere leggere se amate la serie e questi due personaggi. 

La vita non ha bisogno di magia per essere magica.

7/25/2016

Recensione - Tutta la luce che non vediamo, di Anthony Doerr

Adorato è dir poco.
Titolo: Tutta la luce che non vediamo
Autore: Anthony Doerr
Pagine: 509
Prezzo: 19,00€
Casa Editrice: Rizzoli

Trama: 
È il 1934, a Parigi, quando a Marie-Laure, una bambina di sei anni con i capelli rossi e il viso pieno di lentiggini, viene diagnosticata una malattia degenerativa: sarà cieca per il resto della vita. Ne ha dodici quando i nazisti occupano la città, costringendo lei e il padre a trovare rifugio tra le mura di Saint-Malo, nella casa vicino al mare del prozio. Attraverso le imposte azzurre sempre chiuse, perché così impone la guerra, le arriva fragorosa l'eco delle onde che sbattono contro i bastioni. Qui, Marie-Laure dovrà imparare a sopravvivere a un nuovo tipo di buio. In quello stesso anno, in un orfanotrofio della Germania nazista vive Werner, un ragazzino con i capelli candidi come la neve e una curiosità esuberante per il mondo. Quando per caso mette le mani su una vecchia radio, scopre di avere un talento naturale per costruire e riparare questi strumenti di fondamentale importanza per le tattiche di guerra, un dono che si trasformerà nel suo lasciapassare per accedere all'accademia della Gioventù hitleriana, e poi partire in missione per localizzare i partigiani. Sempre più conscio del costo in vite umane del suo operato, Werner si addentra nel cuore del conflitto. Due mesi dopo il D-Day che ha liberato la Francia, ma non ancora la cittadina fortificata di Saint-Malo, i destini opposti di Werner e Marie-Laure convergono e si sfiorano in una limpida bolla di luce.

Voto: 5/5

Alla faccia di chi dice che non leggo niente con un po' di spessore (cosa, per altro, assolutamente falsa) eccomi qui a parlarvi del Premio Pulitzer 2015, Tutta la luce che non vediamo.

Aprite gli occhi e guardate tutto quello che potete prima che si chiudano per sempre.

Di cosa parla? Di Marie-Laure, una ragazza francese che ha perso la vista al compiere dei sei anni e che nonostante la guerra non rinuncia a vivere, e Werner, cresciuto in un orfanotrofio tedesco e destinato a diventare un soldato del Reich. In qualche modo le loro vite sono indissolubilmente legate, anche se non subito ci è chiaro. E hanno qualcosa in comune più del singolo incontro che condividono.

Ma non parliamo solo di loro: Fredrick, l'amico di Werner e Jutta, la sorella; il padre di Marie-Laure e Etienne, lo zio che non si può fare a meno di amare; e tutta una serie di personaggi che in qualche modo si incastrano l'uno nella vita dell'altro, magari senza essersi mai visti.

Avete presente quanto un libro viene descritto con un rollercoaster di emozioni, una montagna russa per dirla all'italiana? Ecco. All the light we cannot see - titolo originale - mi ha fatto provare qualsiasi tipo di sentimento nel giro di 500 pagine: avevo paura della guerra, ero cieca perché non potevo vedere niente attraverso gli occhi di Marie-Laure, ero affamata quanto i personaggi, ero triste, innamorata, curiosa, disperata, felice, straziata e coraggiosa, tutto in una volta e un'emozione per pagina.

Non vuoi vivere prima di morire?

Oltre a tutto questo, ovvero un attaccamento assurdo per i personaggi come se fossero qui con me tutto il tempo, il libro è, senza alcuna sorpresa, scritto benissimo. E lui stesso è il primo a farci notare quanto lo stile, l'attenzione che un autore mette nei suoi lavori: "If the sentences are meticulously made, I’ll read anything, [...]. The only books I give up on are texts where the writer’s attention is concentrated so heavily on narrative questions that his or her use of language becomes careless." (qui trovate la fonte; traduzione: "Se le frasi sono scritte meticolosamente, leggerei di tutto, [...]. Gli unici libri che abbandono sono quelli in cui l'attenzione dell'autore è così concentrata sulle questioni narrative che non fa caso al linguaggio.")

Insomma, quando i libri mi piacciono troppo sapete che faccio fatica a parlarne, quindi abbiamo quasi
finito con la recensione di oggi.
 Non vi dico che sarà una passeggiata, potrebbe volerci del tempo a leggerlo e potrebbe anche lasciarvi insoddisfatti se vi aspettate una storia d'amore (come, ahimè, la trama sembra sottintendere), ma potreste anche trovarvi sorpresi da tutto il lavoro - 10 anni per finirlo -  che Anthony Doerr ha impiegato in questo volume. 

Ora lasciate un piccolo spazio per esprimere uno spoiler [evidenziate per leggere]:OMMIODDIO, ma come la mettiamo col fatto che Werner muore, innamorato di Marie-Laure che lo ha tenuto in vita per così tanto tempo, che ha letto per lui senza neanche saperlo, e l'ha incontrata solo una volta... mentre lei non sa quanto sia stata importante per lui? Oh. Mio. Dio. Ho bisogno di un minuto.


Werner dice: “Sei molto coraggiosa”.
Lei abbassa il secchio. “Come ti chiami?”
Glielo dice; lei risponde: “Quando ho perso la vista, Werner, mi hanno detto che ero coraggiosa. Quando se n’è andato mio padre, mi hanno detto che ero coraggiosa. Ma il mio non è coraggio; non ho scelta. Mi sveglio e vivo la mia vita. Tu non fai lo stesso?”.

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